Agli umili e semplici pastori l'angelo annunciò la buona novella, attorniato da una moltitudine di altre soavi angeliche figure che scesero dai Cieli esultanti e splendenti di Paradiso, a tal punto d'annullare la forte luce lunare di quella irripetibile notte. Il "Gloria" del celestiale stormo si sparse sulla quieta campagna e ad esso si unì, come in un saluto al Creatore, il canto degli uccelli ed il belare delle pecorelle. La Sua nascita in una umile e fredda grotta, vestito di un panno, scaldato solo da un piccolo fuocherello, dall'alito di un bue e dell'asinello di Maria, dal calore di Sua Mamma, di Giuseppe e dall'amore di chi, come i pastori, andò ad adorarlo con sincera fiducia e gioia, mi fa riflettere sul significato di questa Festa: il ridurre all'essenzialità le cose terrene dando invece importanza a quelle Celesti. Gesù nacque in semplicità; anni dopo, durante la sua evangelizzazione disse: " Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perchè hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Si, o Padre, perchè così è piaciuto a Te (Mt. 11, 25-26)". Auguro un sereno e felice Natale a tutti!
Ma il difficile per noi uomini di questo secolo sta proprio nell'individuare la essenzialità delle cose terrene. Chi vive nel benessere crede che tutto sia essenziale....è questo l'errore che facciamo un pò tutti. Eppure ieri notte, quando il prete (colombiano) ha alzato tra le mani il neonato Gesù Bambino ho sentito dentro il cuore una indicibile gioia....quella che si prova raramente per le cose terrene....forse solo per la nascita di un figlio! Grazie Alex della tua sincera amicizia....te ne sono grata! AUGURI DI TANTA SERENITA'