Agli umili e semplici pastori l'angelo annunciò la buona novella, attorniato da una moltitudine di altre soavi angeliche figure che scesero dai Cieli esultanti e splendenti di Paradiso, a tal punto d'annullare la forte luce
lunare di quella irripetibile notte. Il "Gloria" del celestiale stormo si sparse sulla quieta campagna e ad esso si unì, come in un saluto al Creatore, il canto degli uccelli ed il belare delle pecorelle. La Sua nascita in una umile e fredda grotta, vestito di un panno, scaldato solo da un piccolo fuocherello, dall'alito di un bue e dell'asinello di Maria, dal calore di Sua Mamma, di Giuseppe e dall'amore di chi, come i pastori, andò ad adorarlo con sincera fiducia e gioia, mi fa riflettere sul significato di questa Festa: il ridurre all'essenzialità le cose terrene dando invece importanza a quelle Celesti. Gesù nacque in semplicità; anni dopo, durante la sua evangelizzazione disse: " Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perchè hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Si, o Padre, perchè così è piaciuto a Te (Mt. 11, 25-26)". Auguro un sereno e felice Natale a tutti!